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Bobbio Pellice
E’ il comune più esteso della Val Pellice ed è il più elevato (734 m.s.l.m.)e sviluppato per la maggior parte in quota.
In alta montagna, per i camminatori si offrono cinque rifugi montani (Jervis 1.732 m.s.l.m.; Barbara 1.753 m.s.l.m.; Granero 2.377 m.s.l.m.; Soardi 2.630 m.s.l.m.; Barant 2.373 m.s.l.m.), di cui quattro del C.A.I.. I rifugi sono raggiungibili con brevi escursioni, ma è anche possibile organizzare trekking di più giorni.
Chiamato anticamente “Montebobbio“ la sua storia è legata alle vicende valdesi. Qui si può vedere il monumento che ricorda il giuramento di fede valdese presentato nel 1689 al rientro dall’esilio in località Sibaud, non lontano dal centro del paese.
Anche il centro abitato è interessante, con i suoi vicoli fra le vecchie case costruite con la pietra locale, il tempio valdese con l’antico campanile e la chiesa cattolica.
Nel territorio comunale di Bobbio sono presenti: il muro Saraceno in località Sarsenà, le coppelle preistoriche ai Boschetti, al “Fourest dî Gay”, nonché i ruderi del Castello di Bigliore al Cestel, le rovine del Forte di Mirabocco (Mirabuc) lungo la strada che porta alla Conca del Prà, ed in ultimo il ponte di Napoleone.
Di rilevante interesse naturale sono l’Oasi di protezione faunistica “Barant” e il giardino botanico alpino “Bruno Peyronel”, sito al suo interno, raggiungibili con piacevoli escursioni in montagna. Inoltre, è stato sviluppato il percorso naturalistico “Biava”.