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Casteldelfino - Parrocchiale di Santa Margherita e Sant'Eusebio
La prima parrocchia di Casteldelfino è stata la chiesina di Sant'Eusebio (donde il nome "Villa Sancti Eusebii" dato al Comune sin dal X secolo): d'impronta romanica, con piccolo campanile a vela traforato e portale in pietra ad arco architravato, è quanto resta del primo capoluogo distrutto da una frana nel 1391. La Parrocchiale di S. Margherita è un cospicuo edificio romanico-gotico che domina il paese con l'alto campanile (G. Plantery, 1690; notare i doccioni in pietra quattrocenteschi). Conserva un magnifico portale riccamente scolpito e all'interno, un'ininterrotta decorazione ad affreschi che coprono tutte le pareti dell'alta navata, recuperati da un recente restauro durante il quale è riemersa la firma dei pittori Tommaso e Matteo Biazaci.

Visita: sempre aperta durante l'estate. D'inverno, solo durante le funzioni. Rivolgersi a: Parrocchia di Sampeyre tel. 0175977800

Testo e informazioni tratte da http://www.tradizioneterreoccitane.com

Casteldelfino - Centro di documentazione sulla religiosità popolare
il centro, utilizzato anche per convegni, concerti e proiezioni, è ospitato presso l'antica cappella romanica di Sant'Eusebio, unico edificio sopravvissuto all'alluvione che alla fine del '300 distrusse l'antica Villa S. Eusebio. Ingresso gratuito.
Cappella di Sant'Eusebio:
Info: Comunità Montana Valle Varaita, tel. 0175/977.152 info@vallevaraita.Cuneo.it

Casteldelfino - Museo Etnografico
Attrezzi da lavoro; ricostruzione antica cucina, facciata di casa; portale della Parrocchiale; merletti al tombolo; costumi tradizionali. Ingresso gratuito.
loc. Casermette: il museo è gestito dall'Associazione culturale Ier a la Vilo.
Info: tel. 0175/95.126 (Comune); 0175/95.242; cell. 333/18.61.331.

Casteldelfino - Centro visita Alevè

Il centro visita di Casteldelfino riproduce in scala naturale, in un grande diorama aperto percorribile, un pezzo del Bosco dell'Alevè. Il percorso di visita segue un sentiero, fedelmente riprodotto su tela, che si inoltra tra i pini cembri, lambendo una parete rocciosa, caratteristica comune delle aree più elevate del bosco. Tra gli alberi, in un ambiente di splendido gufo reale stringe la preda tra gli artigli. Nella seconda parte dell'allestimento, a sorpresa il sentiero conduce il visitatore tra il Lago Bagnour, con capriolo all'abbeverata, ed una scarpata popolata da marmotte.  Nel sottobosco fedelmente riprodotto, si scorgono alcuni degli animali tipici dell'Alevè, cinghiali e lepri, mentre ai margini è posto un gruppo di fagiani di monte. Tra le rocce è ambientata la fauna alpina.
V. Pontechianale
Il museo è gestito dal Parco del Po, tel. 0175/46.505. Ingresso gratuito.
Trekking Alevé, il bosco incantato

Casteldelfino - Castello
L’antico castello di cui ora esistono solo pochi ruderi, sorse nel 1336 ad opera del delfino Umberto II, in origine era una solida costruzione alta 23 metri.
Al primo piano vi era una cucina con corpo di guardia ed armeria.
Il secondo piano era formato da un’unica vastissima sala-dormitorio illuminata da ben 16 finestre, quattro per lato.  Al terzo piano il solaio.
Tutto attorno al castellaccio, di forma quadrata, c'era un cortile recintato da mura che poggiavano su paurosi strapiombi.
Un ponte levatoio poneva in comunicazione il palazzo con un’altra costruzione posta su un piccolo sperone roccioso, un torrione che sovrastava il castello, posto di osservazione ed estrema difesa della guarnigione.
È il “Castrum super villam Sancti Eusebi” poi chiamato “Castrum Dalphini”, dal quale il nome di Casteldelfino, dato al paese ricostruito a seguito dell’alluvione del 1391 che distrusse l’abitato posto più a valle denominato Villa S. Eusebio.

Testo e informazioni tratte da http://www.comune.casteldelfino.Cuneo.it

Previsioni alta Valle Varaita, riferimento Comune di Casteldelfino

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